La Polisportiva Prepo Calcio si candida ufficialmente a recitare un ruolo di primo piano nel prossimo campionato di Seconda categoria, ufficializzando una serie di operazioni di mercato di assoluto rilievo. La dirigenza, guidata dal presidente Omar Cristallini e dal vice Andrea Vecchini, ha messo a disposizione del tecnico Filippo Rapo un organico profondamente rinnovato e dalle forti ambizioni. Gli ultimi annunci confermano la volontà del club di alzare l'asticella, abbinando alla qualità tecnica un profondo senso di appartenenza territoriale.
Il direttore sportivo Giacomo Dorillo, dopo i colpi del portiere Samuele Persichini e dell’attaccante Leonardo Ciabatta, ha finalizzato altri cinque innesti di valore strategico. Il sodalizio ha infatti comunicato il tesseramento di Francesco Giannoni ed Edoardo Rondoni dalla Don Bosco, insieme ai fratelli Francesco e Giacomo Vaselli, reduci dall'esperienza con la Nuova Alba Under 21. Si tratta di quattro profili mirati che non rappresentano soltanto un rinforzo per la rosa, ma anche un preciso segnale culturale.
La filosofia identitaria nel mercato del Prepo
La particolarità di questa quadrupla operazione risiede nel legame con il territorio: tutti e quattro i ragazzi sono nati e cresciuti a Prepo. La scelta societaria risponde alla volontà di costruire il futuro partendo da chi conosce il valore della maglia. Riportare a casa atleti cresciuti su questi campi serve a cementare il rapporto con la comunità rionale e a trasmettere un forte attaccamento ai colori sociali.
A completare la sessione è arrivato il colpaccio Edoardo Canestri. Il centrocampista, classe 1995, proviene dalla Real Virtus e vanta trascorsi significativi nei tornei dilettantistici dell'Umbria. Anche per lui si tratta di un ritorno nel proprio quartiere natale, confermando come il progetto stia catalizzando le migliori risorse locali. Queste mosse si aggiungono alle doppiette firmate da Dorillo, che avevano visto gli arrivi di Ravo, Capone, Samuele Persichini e Leonardo Ciabatta.
Il fermento del calcio umbro tra identità locale e fusioni strategiche
La strategia attuata si inserisce in un quadro di fermento del calcio dilettantistico umbro, dove i club cercano nuove strade per risultare competitivi. Mentre alcune realtà scelgono il radicamento rionale, in provincia si assiste a riforme strutturali radicali. È il caso del comprensorio altotiberino, dove il discorso sulle ambizioni di due società umbertidesi che si uniscono sta mostrando un modello alternativo basato sulla fusione.
L'unione delle forze nell'area di Umbertide risponde alla necessità di ottimizzare risorse economiche, strutture e settori giovanili per dare vita a un polo calcistico solido. Se il sodalizio perugino punta sul romanticismo del ritorno a casa dei ragazzi del quartiere, il progetto umbertidese mira a creare una corazzata capace di dare l'assalto alle categorie superiori. Entrambe le filosofie testimoniano la determinazione nel pianificare la scalata ai vertici del calcio locale.
Le prospettive tecniche in vista del raduno precampionato
L'organico affidato a mister Filippo Rapo appare ormai delineato e possiede le caratteristiche per disputare una stagione da vertice. La combinazione tra l'esperienza di giocatori navigati come Canestri e la freschezza dei giovani cresciuti nel vivaio offre allo staff ampie soluzioni tattiche sia in fase di impostazione che sulle corsie esterne.
Nei primi giorni la società comunicherà le date del raduno e l'inizio del ritiro precampionato, dove il gruppo lavorerà per trovare la giusta intesa. L'entusiasmo tra gli appassionati è tangibile e l'attesa per il debutto ufficiale nelle competizioni stagionali è ormai altissima.







