Dopo la retrocessione in Promozione, i biancazzurri ripartono da Montecucco e guardano a due profili reduci dalla promozione in Eccellenza con il Torgiano.
Il San Venanzo non cerca soltanto rinforzi: cerca giocatori che la Promozione l'hanno già vinta. Le piste che portano a Manuel Fiorucci e Mattia Vicaroni raccontano una strategia chiara, ricostruire subito una squadra da vertice.
Il punto di partenza: la retrocessione contro la Narnese
La retrocessione è ancora fresca. Il 9 maggio 2026 il ko per 1-0 nel play out contro la Narnese ha riportato i biancazzurri in Promozione, con la gara decisa dal gol di Principi in avvio. Il San Venanzo è rimasto dentro la partita fino alla fine, senza però trovare il pareggio.
Da quel momento la società ha imboccato una strada precisa: cambiare struttura, richiamare certezze, alzare il livello della rosa.
La ricostruzione parte dai ruoli chiave
Prima di muoversi sul mercato, il club ha sistemato l'area tecnica e dirigenziale. Umberto Bicchieraro è stato indicato come responsabile dell'area tecnica, mentre Matteo Porcari ricopre il ruolo di direttore sportivo per la stagione 2026/27.
Poi è arrivato il ritorno in panchina di mister Andrea Montecucco. I biancazzurri lo hanno presentato con parole dal forte peso emotivo: «Certi amori non finiscono... e la panchina biancazzurra ritrova la sua guida!».
Montecucco non torna in una piazza qualsiasi: torna nel club che aveva già portato in Eccellenza, ripartendo proprio dalla categoria in cui aveva costruito quel salto.
Quattro innesti ufficiali per la nuova base
Il primo blocco di mercato è già concreto. Sono ufficiali il difensore Simone Eramo, ex Pietralunghese e Marra San Feliciano; l'attaccante Simone Pini, proveniente dalla Nestor; il centrocampista Filippo Bacchi, ex Petrignano e Foligno; e il centrocampista Lorenzo Lorenzini, con trascorsi tra Umbertide Agape e Nuova Alba.
Non è un mercato casuale: il club ha inserito esperienza in difesa, peso offensivo e qualità in mezzo al campo. Ora le attenzioni su Fiorucci e Vicaroni alzerebbero ulteriormente il livello del progetto.
Entrambi arrivano da una stagione chiusa con il Torgiano promosso in Eccellenza. Il dato pesa: 68 punti nel girone B di Promozione, uno in più dell'Assisi, con il 2-0 al Petrignano nell'ultima giornata.
Vicaroni, l'uomo dei due salti
Il nome di Vicaroni ha un significato particolare a San Venanzo. Nel 2025 aveva segnato nel 2-0 contro il Foligno, nello spareggio che portò i biancazzurri in Eccellenza; nel 2026 ha firmato la doppietta decisiva per il ritorno del Torgiano nel massimo campionato regionale.
Due stagioni, due promozioni, due momenti pesanti. È questo a rendere il suo profilo diverso da quello di un semplice attaccante classe 1998.
Vicaroni conosce già l'ambiente San Venanzo, conosce la categoria e soprattutto sa incidere quando una partita pesa più delle altre. Per una squadra che vuole risalire subito, non è un dettaglio.
Fiorucci, equilibrio e gol da dietro
Fiorucci, classe 1990, rappresenterebbe l'altra metà dell'idea: un profilo più esperto, utile per dare solidità a una squadra che dovrà evitare gli alti e bassi della scorsa stagione.
C'è anche un dato interessante: nell'ultima Promozione B, Fiorucci e Vicaroni risultano entrambi a quota 5 gol con il Torgiano. Per Vicaroni è un rendimento atteso da una punta; per Fiorucci, letto dentro il suo ruolo, diventa un valore aggiunto.
La coppia avrebbe così un senso tecnico chiaro: Vicaroni per dare peso e memoria offensiva, Fiorucci per aggiungere esperienza, leadership e presenza anche sulle palle inattive.
Il messaggio al campionato
Il San Venanzo non sta costruendo una squadra per fare bella figura: sta cercando profili che abbiano già attraversato il percorso che ora il club vuole ripetere. Montecucco ha già vinto con questa piazza, Vicaroni ha già deciso partite da promozione, Fiorucci arriva da un gruppo che ha appena chiuso davanti a tutti. Eramo, Pini, Bacchi e Lorenzini completano una base già più solida.
Le firme di Fiorucci e Vicaroni non sono ancora ufficiali, e il mercato resta quindi tutto da seguire. Ma il messaggio è già leggibile: i biancazzurri vogliono trasformare la retrocessione in una ripartenza immediata, puntando non sul rumore dei nomi ma sulla memoria concreta di chi sa vincere.