COMUNICATO STAMPA DELLA SOCIETÀ G.S. CASA DEL DIAVOLO
"La Società G.S. Casa del Diavolo apprende con profondo rammarico e incredulità il contenuto del
Comunicato Ufficiale del 12 novembre 2025 relativo alle sanzioni disciplinari comminate nei propri confronti. Riteniamo tali provvedimenti ingiusti, unilaterali e privi di reale contraddittorio, fondati su ricostruzioni distorte e non corrispondenti alla realtà dei fatti.
La nostra società si è sempre distinta per correttezza, rispetto delle regole e tutela dei valori sportivi, e respinge con forza qualsiasi accusa di comportamenti discriminatori o sessisti, che non appartengono né alla nostra storia né alla nostra identità. Condanniamo con fermezza ogni forma di sessismo, ma ancor di più condanniamo chi utilizza o strumentalizza l’offesa quando questa non è reale né fondata, trasformando il confronto sportivo e umano in un terreno di accuse ingiuste e lesive della dignità altrui.
La tutela della dignità femminile è un principio sacrosanto che condividiamo, ma altrettanto sacrosanto è il principio di verità, proporzionalità e giustizia che deve guidare ogni decisione e ogni giudizio, sportivo o morale che sia. A conferma di ciò, il G.S. Casa del Diavolo è da sempre una delle poche società dilettantistiche che dispone di spogliatoi separati e distinti, inclusi locali dedicati specificamente alle direttrici di gara donna, nel pieno rispetto delle normative e della sensibilità di genere.
Inoltre, la società ha promosso con orgoglio l’iniziativa dell’“Abbonamento Rosa” gratuito, riservato a mamme, fidanzate e parenti dei giocatori, proprio per favorire la partecipazione del pubblico femminile e rafforzare la dimensione inclusiva del calcio locale.
Fatti, non parole: il G.S. Casa del Diavolo non è e non sarà mai una società sessista, ma un luogo di sport, rispetto e comunità.
La Società si schiera pienamente al fianco del proprio tesserato, Bistoni Diego, ritenendo che egli non abbia commesso alcuna infrazione né alcun comportamento offensivo o discriminatorio. Inoltre, è supponente e pretestuoso affermare che l’autore di presunte offese all’arbitro sia da ricondurre alla nostra società, quando avrebbe potuto trattarsi di un semplice tifoso — uno dei molti che, grazie alla campagna di sostegno promossa all’inizio della stagione, ha acquistato tuta e giaccone simili a quelli indossati dai tesserati.
Con grave superficialità e dolo, l’arbitro e i propri collaboratori hanno asserito l’appartenenza alla società senza alcuna certezza o verifica, arrecando così un danno ingiusto e grave alla reputazione del G.S. Casa del Diavolo e dei suoi membri. Siamo fermamente convinti che tali dichiarazioni siano false, pretestuose e prive di fondamento, anche perché purtroppo non è la prima volta che episodi simili si verificano e che situazioni mai accadute siano state oggetto di sanzioni nei confronti di nostri tesserati e della società stessa.
Per tali motivi, il G.S. Casa del Diavolo intende perseguire nelle sedi opportune la piena tutela dei propri diritti nei propri confronti e in quelli dei propri tesserati, anche richiedendo il risarcimento dei danni morali e materiali derivanti dall’ingiusta gogna mediatica cui sono stati esposti. Allo stesso modo, la società si riserva di intraprendere ogni azione necessaria per far cessare l’uso improprio o lesivo dell’immagine del club e dei suoi componenti, affinché chi ha agito con superficialità o dolo sia chiamato a rispondere delle proprie responsabilità.
Siamo dunque di fronte ad un episodio che, a nostro avviso, rappresenta un grave vulnus al diritto di difesa e alla buona fede sportiva, un atto che ferisce la passione e la fiducia necessarie per proseguire con entusiasmo l’attività dilettantistica. Il G.S. Casa del Diavolo si riserva di tutelare i propri diritti e la propria immagine nelle sedi competenti, affinché emerga la verità dei fatti e venga ristabilito un equilibrio tra giustizia sportiva e non solo, nella piena convinzione che la correttezza debba essere reciproca e non a senso unico.
È tuttavia inevitabile una riflessione più ampia: negli ultimi anni, il movimento dilettantistico sta affrontando difficoltà crescenti, sia economiche che organizzative. Le società devono sostenere oneri sempre più gravosi, gestire adempimenti complessi e rispettare scadenze finanziarie che spesso non tengono conto della realtà quotidiana di chi, con passione e sacrificio, mantiene vivo lo sport di base.
A ciò si aggiunge una percezione diffusa di scarsa attenzione verso le reali esigenze delle società, che rischia di minare la fiducia e lo spirito costruttivo che dovrebbero animare l’intero sistema. In questo contesto, il G.S. Casa del Diavolo ritiene concluso il proprio percorso all’interno di un meccanismo che, pur animato da buone intenzioni, ha smarrito equilibrio, proporzione e capacità di ascolto.
Abbiamo scelto la via della coerenza, della verità e della dignità. Chi vorrà proseguire, lo faccia pure: noi ci fermiamo, ma con la coscienza pulita di chi ha sempre operato in buona fede."
G.S. CASA DEL DIAVOLO
Il Presidente