Un nuovo stadio da 5mila posti nell'area dell'ex Zuccherificio di Foligno, con una spesa ipotizzata tra 350mila e 800mila euro. È la proposta lanciata il 14 ottobre da Guido Paternesi, come riportato da ValleUmbraSport, che riapre il confronto sugli impianti sportivi cittadini dopo il mancato finanziamento della riqualificazione dell'Enzo Blasone.
L'idea punta su una struttura dedicata al calcio, ma la sua realizzazione dipende da diversi passaggi ancora da chiarire: disponibilità dell'area, costi effettivi, permessi e soggetti finanziatori.
Il progetto: tribune coperte e fino a 700 posti auto
La proposta di Paternesi riguarda un impianto leggero o semipermanente, con tribune coperte, sedute dotate di schienale e percorsi di evacuazione. La capienza prevista è di circa 5.000 spettatori, mentre i parcheggi potrebbero accogliere tra 400 e 700 automobili.
Secondo l'idea presentata, gli spazi per la sosta potrebbero essere utilizzati gratuitamente anche fuori dagli orari delle partite, legando così il progetto sportivo alle esigenze di accessibilità del centro cittadino.
L'investimento indicato va da 350mila a 800mila euro, Iva esclusa. Si tratta però di cifre preliminari: non risulta disponibile un progetto tecnico completo che permetta di verificare quali opere siano comprese nella stima.
Il terreno, primo passaggio da chiarire
La localizzazione all'ex Zuccherificio è il cuore della proposta, ma individuare uno spazio non basta a renderlo subito edificabile. Andrebbero verificate la disponibilità della superficie, la sua destinazione urbanistica e la compatibilità con un impianto pensato per migliaia di spettatori.
Il futuro dell'area, peraltro, era già finito all'attenzione del Consiglio comunale del 13 ottobre, con un'interrogazione presentata da consiglieri del Partito Democratico. Un passaggio che riguardava l'area, non l'approvazione di un nuovo stadio.
Costi e gestione: le cifre da verificare
Il costo resta forse il nodo principale. Una struttura da 5mila posti richiede non solo tribune e coperture, ma anche servizi per il pubblico, spogliatoi, accessi, impianti tecnologici e adeguate misure di sicurezza.
La proposta fa riferimento alla conformità alle normative sportive e di pubblico spettacolo, ma si tratta di requisiti da dimostrare con verifiche tecniche, non di autorizzazioni già ottenute. Senza un computo dettagliato, inoltre, non è possibile stabilire se gli 800mila euro coprano l'intero intervento o soltanto la struttura principale.
Aperto anche il capitolo della gestione: resta da definire chi sosterrebbe l'investimento iniziale e chi si farebbe carico di manutenzione e funzionamento. Per il Foligno Calcio un aspetto decisivo quanto la costruzione stessa.
Autorizzazioni e finanziatori, cosa manca
Al momento l'iniziativa di Paternesi non coincide con un progetto comunale approvato. Per andare avanti servirebbero valutazioni urbanistiche, verifiche sulla sicurezza e un percorso autorizzativo coerente con le caratteristiche della struttura.
Andrebbe poi definito il ruolo dei soggetti coinvolti: il Comune sarebbe chiamato a valutare gli aspetti di propria competenza, mentre un eventuale coinvolgimento del Foligno Calcio dovrebbe essere accompagnato da un piano economico e gestionale. Non risultano annunciati né un finanziamento già disponibile né una data di avvio dei lavori, e parlare oggi di tempi di realizzazione sarebbe prematuro.
Il nodo Blasone
La proposta arriva in un momento particolare per l'impiantistica cittadina. Nel giugno 2026 il Comune aveva candidato lo stadio Enzo Blasone al bando Sport e Periferie, chiedendo un contributo di 1,5 milioni di euro con un cofinanziamento comunale previsto di 225mila euro. L'intervento comprendeva il rifacimento di gradinata e copertura, l'installazione di pannelli fotovoltaici, l'efficientamento energetico e la sostituzione delle torri faro.
Il mancato contributo non cancella la necessità di intervenire sul Blasone, anzi rende ancora più importante capire se le risorse future vadano concentrate sull'impianto esistente o su un progetto diverso. L'ipotesi di Paternesi prevede di riservare il Blasone soprattutto all'atletica e ad altre discipline, destinando il nuovo stadio al calcio: una separazione delle funzioni che richiederebbe comunque una valutazione dei costi di entrambe le strutture.







