DERUTA - Ha fatto subito centro al primo anno. La fusione dell'estate scorsa è già un successo e per il Deruta San Nicolò è tempo di festeggiare un'annata fatta spesso di rincorse, ma proprio sui titoli di coda ha messo in atto un rush finale che ha permesso di ribaltare tutti i pronostici e conquistare una Promozione che all'inizio dell'anno non era così scontata.
Uno dei protagonisti principali di questa splendida cavalcata è senza alcun dubbio mister Fabrizio Filoia, individuato dalla dirigenza per ridare lustro al calcio derutese e la scelta non poteva essere più azzeccata.
Mister, una stagione memorabile: al primo anno subito un grande successo, una magica affermazione!
"Assolutamente memorabile, soprattutto in considerazione del fatto che siamo partiti con le fisiologiche difficoltà di una fusione: quindi due gruppi che si uniscono, altri ragazzi nuovi da integrare, mister nuovo e tutte le varie dinamiche tecnico - tattiche che prevedono tempo per essere costruite e metabolizzate. Quindi tutto ci aspettavamo, tranne che l’affermazione al primo anno, e questo sicuramente ci gratifica e ci emoziona doppiamente."
Avete vinto i play off da quarti in classifica, vincendo sempre in trasferta, prima a Montecastello di Vibio e poi a Piegaro: insomma, tanta roba!
"Beh, queste sono le emozioni che solo lo sport sà regalarti, se ci credi, se lo vuoi, se hai determinazione e se lavori con mentalità, in quel campo verde tutto può magicamente accadere… e l’inaspettato è accaduto. La rivalsa per qualche sano sfottò nella gara di campionato e il rimpianto per aver raccolto in quei campi meno di ciò che avremmo realmente meritato, ci hanno dato sicuramente quella carica in più, ma la vera differenza l’hanno fatta il lavoro metodico e concentrato in allenamento dei ragazzi per la preparazione di queste partite difficili contro squadre forti. L‘obbligo poi di vincerle ci ha aiutato a non farci ingannare e bloccare da paura o tatticismi. A livello di prestazioni la squadra è stata perfetta nell’ultimo mese sia la domenica che durante la settimana."
Il Tuoro era troppo forte un po' per tutte le altre contendenti?
"Io penso di si, il Tuoro non solo aveva una squadra forte con una rosa lunga, capitanata da un bravissimo condottiero, ma era anche un gruppo già affiatato e vincente, al quale sono stati sapientemente aggiunti elementi importanti. Hanno avuto un momento di flessione, naturale, ma penso che abbiano meritato, per superiorità globale oggettiva, dall’inizio alla fine la testa del girone."
Che emozioni si provano per una affermazione di tale portata?
"Emozioni incredibili e indescrivibili che tutt’ora a tratti mi assalgono e mi stò rendendo conto piano piano di quello che ci siamo regalati. Lo sappiamo, spesso un allenatore è un “lupo solitario“ e deve cercare di trattenere le emozioni per il bene del gruppo, ma nelle ultime due settimane, e a mano a mano che si avvicinava la partita decisiva, mi rendevo conto sempre più dell’opportunità che ci stavamo meritando e avevo un grandissimo senso di responsabilità crescente e impressionante, meraviglioso da provare per quanto grande e pesante, poi guardavo negli occhi i miei ragazzi e mi dicevo: “loro mi faranno questo regalo“ e questo è stato. Roba difficile da spiegare a parole…"
Ma ci sei riuscito benissimo. Il calcio a Deruta torna protagonista: il pubblico ha ben risposto quest'anno, è tornato l'entusiasmo in città?
"Comprensibilmente all’inizio c’era scetticismo e dinamiche da mettere a punto per creare coesione tra le due realtà. Ad un certo punto poi siamo andati anche in crisi di risultati e la strada si è messa ancora più in salita... Ma devo dire che anche lì poi è stato un crescendo, noi ci siamo compattati, la gente si è caricata di entusiasmo e ha capito che avevamo bisogno di loro e si è stretta sempre più intorno a noi. Eh si, anche il pubblico è stato decisivo nella fase più importante, dandoci tanta carica e tante motivazioni, e voglio ringraziare e fare pubblicamente i complimenti ai nostri sostenitori per il tifo sano e da spettacolo che ci hanno regalato in queste finali. Il nostro territorio meritava questa vittoria e questa gratificazione sportiva, e siamo orgogliosi di aver festeggiato domenica tutti insieme nei due paesi dove l’entusiasmo è tornato a regnare."
Vuoi dedicare questo trionfo a qualcuno?
"Dedico questo trionfo ai ragazzi che mi hanno seguito e rispettato sempre, credendo in me anche nei momenti più difficili...
E lo dedico a papà e mia sorella Ilaria e a mamma, che da lassù, mi avrà sicuramente dato una grossa mano."