Non ci sta il Castello Calcio. Dopo la decisione del Giudice sportivo, che ha disposto una gara a porte chiuse e un'ammenda di 800 euro per gli episodi verificatisi durante la sfida interna contro il San Venanzo, la società di Castel dell'Aquila ha diffuso un comunicato ufficiale per chiarire la propria posizione.
Il provvedimento era arrivato dopo quanto accaduto sugli spalti durante la gara, persa dal Castello, con il Giudice sportivo che aveva contestato alla tifoseria “gravi insulti a contenuto razzista nei confronti di un calciatore della squadra avversaria”.
Castello Calcio, la società ricostruisce l'episodio
Nel comunicato il Castello Calcio entra nel dettaglio di quanto accaduto al 25' della ripresa, quando il risultato era sullo 0-2. Secondo la ricostruzione della società, il calciatore autore del gol si sarebbe portato sotto il settore occupato dai sostenitori del Castello, assumendo un atteggiamento ritenuto provocatorio e reiterato.
La società sottolinea inoltre che sarebbero stati gli stessi giocatori della squadra ospite a scusarsi con la tifoseria del Castello. L'arbitro, secondo quanto riportato nel comunicato, avrebbe atteso che la situazione tornasse alla normalità prima di far riprendere regolarmente la partita.
Il Castello distingue quindi l'episodio contestato dal comportamento complessivo della propria tifoseria e annuncia una presa di posizione netta sul tema del razzismo.
“Se qualche individuo ha proferito insulti razzisti, lo condanniamo”
La società afferma di non voler minimizzare eventuali comportamenti individuali. Nel comunicato viene infatti precisato che, qualora nel momento di maggiore tensione “qualche singolo individuo isolato ha proferito insulti razzisti”, il Castello li condanna “con assoluta fermezza”.
Una posizione accompagnata dal richiamo alla storia della società e alla sua composizione. Il Castello Calcio rivendica infatti un'identità costruita dal 1969 e sottolinea come la propria realtà sia caratterizzata da una presenza multietnica tanto tra i giocatori quanto tra i dirigenti.
La società ribadisce quindi la propria distanza da qualsiasi manifestazione di razzismo, sostenendo di essere la prima a combattere e isolare eventuali comportamenti che non rispecchiano i valori dichiarati.
Castello: “800 euro oltre alla gara a porte chiuse”
Il punto centrale della replica riguarda però la sanzione. Il Castello Calcio considera eccessivo il provvedimento complessivo, formato dalla gara a porte chiuse e dagli 800 euro di ammenda.
Nel comunicato la società parla apertamente di una “punizione alquanto esagerata”, sottolineando anche le difficoltà legate alla struttura dell'impianto e all'impatto economico che una gara senza pubblico può avere su una società dilettantistica.
Una presa di posizione molto dura, arrivata poche ore dopo la pubblicazione del provvedimento del Giudice sportivo. Il Castello ribadisce quindi di voler difendere la propria storia e la propria immagine, contestando quelli che ritiene gli effetti sproporzionati della decisione.
Il Castello dovrà affrontare l'Assisi senza pubblico
La sanzione avrà una conseguenza concreta sul prossimo impegno interno della formazione allenata da Mirco Pellegrini. Dopo la trasferta sul campo del Campitello, infatti, il Castello ospiterà l'Assisi domenica 11 ottobre e dovrà disputare proprio quella partita a porte chiuse.
Un'ulteriore difficoltà per una squadra che dopo quattro giornate del girone B di Promozione è ancora alla ricerca della prima vittoria stagionale. Il bilancio è di due pareggi e due sconfitte, con l'ultimo ko maturato proprio in casa contro il San Venanzo.
Ora il Castello dovrà affrontare la capolista Campitello e successivamente prepararsi alla sfida interna contro l'Assisi senza il sostegno del proprio pubblico.
Il comunicato ufficiale del Castello Calcio
Di seguito il testo integrale diffuso dalla società:
“In merito alla sanzione della gara a porte chiuse inflitta alla nostra Società, sentiamo il dovere di fare chiarezza e di difendere con forza la nostra storia e i nostri valori.
Dal 1969 facciamo calcio. Facciamo integrazione, comunità e rispetto.
I FATTI:
Al 25' del secondo tempo, sul risultato di 2-0 per gli avversari, il calciatore autore del gol si è portato sotto il nostro settore in atteggiamento di scherno, non per un attimo, ma in maniera molto, molto reiterata e provocatoria. Un gesto antisportivo che ha inevitabilmente scaldato gli animi. Tanto che sono stati gli stessi giocatori della squadra ospite a scusarsi con la nostra tifoseria. L'arbitro ha atteso che la tensione scemasse e ha poi ripreso regolarmente la partita.
LA NOSTRA POSIZIONE SUL RAZZISMO:
Se nel concitato momento qualche singolo individuo isolato ha proferito insulti razzisti, lo condanniamo con assoluta fermezza. Non ci appartiene e non lo tolleriamo.
E I FATTI LO DIMOSTRANO: LA NOSTRA È UNA FAMIGLIA MULTIETNICA SIA NEI GIOCATORI CHE NEI DIRIGENTI.
Purtroppo, come in ogni tifoseria e in ogni comunità, c'è sempre qualcuno che non sposa i valori che mettiamo in campo. Siamo i primi noi a combatterlo e ad isolarlo.
UNA SANZIONE SPROPORZIONATA:
Riteniamo che 800 euro di multa OLTRE alla gara a porte chiuse rappresenti una punizione alquanto esagerata e triplamente severa. Oltre ad essere ingiusta per una società che dal 1969 fa dell'inclusione il suo vanto, è oggettivamente impossibile da gestire per la struttura del nostro impianto, che non consente una chiusura efficace, e costituisce un danno economico enorme per una realtà dilettantistica come la nostra.
Noi siamo contro ogni forma di razzismo. Ieri, oggi e sempre.
La Società si riserva di tutelare i propri diritti e la propria immagine nelle sedi opportune.
A.S.D. Castello Calcio - Dal 1969”







