La dirigenza della ASD Fontanelle ha pubblicato una formale e perentoria diffida nei confronti di un proprio tesserato, accusato di aver avviato contatti non autorizzati per spingere altri calciatori del club a trasferirsi altrove. La presa di posizione della società è netta e mira a tutelare l'integrità dei propri gruppi squadra prima dell'inizio delle attività ufficiali della nuova stagione.
Le accuse della società e le violazioni contestate
Secondo quanto reso noto attraverso i canali ufficiali del club, nelle ultime settimane sono giunte alla segreteria numerose segnalazioni circostanziate. Tali relazioni descrivono condotte reiterate volte ad avvicinare e indurre i calciatori tesserati, insieme alle rispettive famiglie, ad accettare il trasferimento presso altre realtà sportive del territorio.
L'aspetto più grave evidenziato dalla ASD Fontanelle risiede nel fatto che il responsabile di queste manovre di disturbo risulterebbe essere un soggetto già legalmente legato alla medesima associazione sportiva. Questo comportamento viene giudicato dal consiglio direttivo come fortemente lesivo degli interessi economici, dell'immagine pubblica e dell'intero patrimonio tecnico faticosamente costruito negli anni.
La nota ufficiale sottolinea come queste azioni configurino una palese violazione dei doveri fondamentali di lealtà, correttezza e fedeltà sportiva che derivano in modo automatico dal vincolo di tesseramento in essere. Per tali ragioni, il club esige l'immediata cessazione di ogni attività di proselitismo.
I rischi legali e le possibili sanzioni della FIGC
La dirigenza della ASD Fontanelle calcio ha specificato di non essere disposta a tollerare ulteriori interferenze che possano mettere a repentaglio il regolare svolgimento delle prossime sessioni di allenamento e la serenità dei ragazzi. L'invito formale è quello di astenersi da qualunque atto che mini la gestione organizzativa dello staff tecnico.
Qualora queste condotte scorrette dovessero persistere, la società ha già annunciato che si vedrà costretta ad adire le vie legali presso i tribunali ordinari per richiedere il risarcimento di tutti i danni patrimoniali subiti. L'azione di tutela non si fermerà comunque al solo ambito della giustizia civile.
Il sodalizio ha infatti confermato la volontà di deferire il tesserato in questione direttamente agli Organi di Giustizia Sportiva della Federazione Italiana Giuoco Calcio. Le contestazioni si muoveranno sulla base dell'articolo 4, relativo ai doveri generali di probità, e dell'articolo 34 del codice di comportamento, che vieta espressamente i contatti non autorizzati tra tesserati e club terzi.
Gli scenari futuri per il patrimonio tecnico del club
La mossa del management stringe i tempi in vista della pianificazione del prossimo campionato, blindando di fatto la rosa da manovre esterne di calciomercato distruttive. La volontà della proprietà è quella di presentarsi al raduno estivo con l'organico compatto e concentrato esclusivamente sugli obiettivi sul campo.
Nelle prossime ore la parola potrebbe passare agli organi federali competenti per le prime verifiche sui fatti segnalati. Nel frattempo, l'ambiente attende lo sviluppo della vicenda, mentre la squadra prosegue le scadenze burocratiche per l'iscrizione ufficiale al prossimo torneo.







