Amerina–Ortana non è mai stata una partita come le altre, ma stavolta lo scenario è ancora più elettrico. Le due storiche rivali si ritrovano di fronte domenica prossima, 25 gennaio alle ore 14,30, da prima e seconda forza del girone D di Prima Categoria, separate da un solo punto (43 a 42), in un duello che profuma di passato e che pesa sul presente. Non si gioca solo per i tre punti: si gioca per l’orgoglio, per la supremazia territoriale, per il racconto di una stagione.
Il ritmo dell'Amerina in casa
L’Amerina ha costruito buona parte della propria vetta al “Pambianco”, dove ha tenuto un ritmo da grande squadra: 8 gare interne con 5 vittorie, 3 pareggi, 18 gol segnati e appena 6 subiti. Numeri che raccontano solidità e continuità, confermati anche dalle ultime cinque uscite (3 vittorie e 2 pareggi), con una squadra che raramente lascia qualcosa per strada e che ha saputo crescere nella gestione dei momenti.
L'Ortana arriva lanciatissima con un tris
L’Ortana arriva però con un biglietto da visita altrettanto convincente: fuori casa ha disputato 8 partite con 6 vittorie, 1 pareggio e una sola sconfitta, segnando anche qui 18 gol e incassandone 8. E non è tutto: nelle ultime cinque gare gli uomini in biancorosso hanno mostrato un’evidente impennata, con 4 vittorie (le ultime tre consecutive) e un solo pari. Un trend che alimenta fiducia e insinua pressione sugli avversari.
Un crocevia che può cambiare gli equilibri
Tra storia, rivalità, chilometri condivisi e quella classifica che si allunga sul filo della tensione, Amerina–Ortana si presenta da sola: un crocevia che può cambiare gli equilibri, un derby largo che attraversa generazioni e torna a pesare come nelle stagioni epiche di un tempo. Chi vince non prenderà solo tre punti, ma molto di più.
Anche in virtù dell'importanza di questa sfida, abbiamo ritenuto opportuno riportare integralmente lo splendido post dell'Ortana che presenta con una incorniciatura davvero unica questa sentitissima sfida.
Direttamente dai Social dell'Ortana:
La prima volta fu nel 1967 e allora i palcoscenici erano altri, precisamente quello nel bel mezzo del parco della Cavallerizza, nelle campagne amerine, ed il vecchio Ciucci, più o meno sito, manco a farlo apposta, appena svoltato il ponte di Amelia. Poi le sfide sono state tante, le più importanti delle quali, sino ad oggi, quelle della stagione 1969/70, dove i quattro punti conquistati tra andata e ritorno dall’Ortana consentirono di arpionare il primo posto e quindi salire nella massima serie regionale. E poi, i match della stagione 1986/87, con i biancorossi che strapparono un punto in casa dei cugini (in piena lotta per la vittoria finale) che non servì però ad evitare una retrocessione quasi incredibile.
E poi gli incroci, inevitabile, tra due realtà antiche e allo stesso tempo moderne, distanti solo 15 chilometri, un ponte e, appunto, 99 curve, alcune delle quali assai suggestive: e non solo di calcio parliamo. La storia, tra il Germanico e Orte sotterranea, passando per praedia amerini cari a Plinio, il buon cibo, tra fichi girotti di lassù e carciofi di quaggiù, la ferrovia, che unisce Amelia alla Capitale, passando però per Orte: un elenco che unisce e che si potrebbe allungare all'infinito.
Torniamo al calcio, e parliamo di grandi personaggi, che hanno fatto la storia lassù e quaggiù. Ci vengono in mente, tra gli altri, Luciano Sinatra ed è impossibile poi non citare Danilo Pace, che ad Amelia ed Orte ha fatto la storia, e perché no, Carlo Buzzicotti, giocatore e mister dall'uno e l'altro versante.
Poi, infine, un'altra chiosa, non secondaria. Sullo stemma dei biancocelesti c'è scritto 1950, su quello dei biancorossi di Orte 1919: certamente, nella storia dei due sodalizi ci sono state anche vicissitudini di vario genere ma resta quel sapore del buon calcio di una volta, quello che insomma piace a noi.
Quest'estate, per dire, si era parlato di una possibile acquisizione di un titolo di Promozione da parte dell'Amerina. Fosse stato vero, con ogni probabilità a questo punto della stagione l'Ortana avrebbe già messo lo champagne in freezer: meglio così, però.
I campionati (e vinca il migliore), è bello vincerli sul campo e non comprando titoli: parafrasando Jovanotti, non c’è montagna più alta di quella che non scalerai
Di certo, queste saranno ancora 99 curve di passione...