Quindici giocatori coinvolti da problemi fisici su una rosa di 25 elementi: il dato basta a fotografare la dimensione dell'emergenza in casa Gubbio. Non si tratta più soltanto di sfortuna o di episodi isolati. L'infermeria rossoblù è affollata da mesi e la continuità del lavoro sul campo ne risente, proprio mentre la classifica impone una reazione immediata.
Il cambio in panchina non ha modificato il quadro. Le difficoltà denunciate durante la gestione di Di Carlo sono rimaste anche con Braglia, chiamato a fare i conti con assenze prolungate e recuperi ancora incerti. Dopo dieci giornate, cinque calciatori risultano tuttora indisponibili e la squadra è penultima, reduce da cinque sconfitte consecutive. Una situazione che richiede risposte concrete, perché moduli e schemi rischiano di passare in secondo piano quando viene a mancare la disponibilità degli uomini.
Cesari e Pinato, i casi che preoccupano
Tra gli indisponibili, la situazione più delicata è quella di Cesari, vittima a Ravenna di una lesione muscolare importante. Per lui si prospetta uno stop di almeno altri due mesi, con la possibilità che i tempi si allunghino. Un'assenza pesante, destinata a incidere ancora sulla gestione delle rotazioni.
Tiene banco anche il caso Pinato. Arrivato per aggiungere qualità al centrocampo, il giocatore ha collezionato appena 12 minuti in Coppa Italia: due contro il Pineto e dieci contro la Vis Pesaro, prima di essere nuovamente fermato da un problema fisico. Le indicazioni sul suo rientro restano incerte e l'attesa comincia a pesare sulle prospettive tecniche della squadra.
Meconi sembra invece avvicinarsi al ritorno, mentre per Di Noia e Cardascio si attendono segnali più concreti. Nel corso della stagione hanno accusato problemi fisici anche Baroncelli, Ferrini, Barani, Fazzi, Minta, Baldini, Spina, Ghirardello e Beretta. A questo elenco si aggiunge Bagnolini, fermato da uno scontro con Sipos, attaccante della Reggiana. Considerando anche Piomboni, il bilancio arriva a quindici giocatori coinvolti, pari al 60% della rosa.
Preparazione e recuperi, interrogativi da chiarire
Attribuire ogni problema alla casualità sarebbe semplicistico, ma senza dati comparativi non è possibile stabilire se il Gubbio abbia un'incidenza di infortuni superiore a quella delle altre squadre. Il numero delle situazioni registrate impone comunque una riflessione sulla gestione complessiva della condizione atletica.
Preparazione, carichi di lavoro, prevenzione, recupero e gradualità nel reinserimento dei calciatori sono aspetti sui quali diventa inevitabile interrogarsi. Non significa individuare responsabilità senza elementi verificati, ma comprendere quali correttivi possano ridurre il rischio di nuove assenze. Braglia ha bisogno di recuperare uomini e certezze: con una classifica sempre più complicata, ogni ulteriore stop rischia di diventare un problema enorme.
Cinque sconfitte e 20 gol subiti: difesa sotto accusa
I numeri delle ultime cinque giornate sono impietosi: zero punti conquistati, venti reti incassate e nessuna partita conclusa senza subire gol. Il Gubbio ha fatto peggio di tutte le altre 59 squadre di Serie C nello stesso periodo. Nel girone A, la Juventus Next Gen ha raccolto due punti, così come il Casarano nel girone C. I rossoblù, invece, sono rimasti a secco.
Anche la tenuta difensiva è diventata una priorità. Con venti gol al passivo nelle ultime cinque partite, il Gubbio presenta il peggior bilancio difensivo del girone B nel periodo considerato e non riesce a trovare una gara senza reti subite. Per invertire la rotta servirà una squadra più compatta, capace di limitare gli errori e proteggere una retroguardia finita sotto pressione.
Pineto, Altamura e Vis Pesaro: nove giorni decisivi
Il calendario non concede tregua. Il primo appuntamento è venerdì al Mariani-Pavone contro il Pineto, una sfida delicata nella quale i rossoblù devono cercare punti per interrompere la serie negativa. Poi, martedì 27 ottobre alle 20.30, sarà la volta della trasferta di Altamura per gli ottavi di finale di Coppa Italia, in gara unica.
La trasferta pugliese comporta circa 570 chilometri di viaggio e un impegno serale che aggiunge difficoltà a una settimana già intensa. Il Gubbio aveva chiesto di anticipare la partita al pomeriggio o di spostarne l'orario, ma la richiesta non è stata accolta. In palio c'è la qualificazione ai quarti di finale di una competizione che garantisce alla vincitrice l'accesso diretto alla fase nazionale dei playoff.
Un ciclo pericoloso che si chiuderà il 1° novembre
Il ciclo si chiuderà domenica primo novembre alle 14.30, quando al Barbetti arriverà la Vis Pesaro. Tre partite in nove giorni, con due trasferte e una rosa da gestire con estrema attenzione. Per Braglia sarà fondamentale dosare le energie e capire quali giocatori potranno recuperare.
Il Gubbio è davanti a un passaggio cruciale della stagione. La crisi fisica si intreccia con quella dei risultati e non lascia più spazio a rinvii: servono punti, maggiore solidità e una risposta concreta sul piano atletico. La sfida è difficile, ma i prossimi tre appuntamenti possono offrire l'occasione per cambiare direzione.







