Addii pesanti, poche certezze e tanti nomi sul tavolo: il Foligno non cerca solo rinforzi, ma una nuova identità per la Serie D.
Il Foligno entra nel mercato con una missione chiara: non rattoppare la rosa, ma ricostruire un’idea di squadra. L’arrivo di Marco Di Loreto apre un ciclo nuovo, mentre le uscite obbligano il club a ridisegnare gerarchie, leadership e reparto offensivo.
Una rosa da ringiovanire, non solo da completare
Il dato di partenza è netto: il Foligno ha bisogno di cambiare volto in ogni zona del campo. Le conferme certe, al momento, sono poche: Settimi e Khribech, con Ferrara ancora da definire.
Per il resto il mercato racconta una squadra in piena trasformazione. Simone Tomassini è passato all’Angelana, lasciando un vuoto pesante in attacco. Falasca è seguito da club di Lega Pro. Ceccuzzi e Pellegrini sono indicati tra i possibili partenti verso il Follonica Gavorrano, dove ritroverebbero Alessandro Manni.
Non sono movimenti marginali. Se queste uscite verranno completate, il Foligno perderà riferimenti in tre settori chiave: difesa, centrocampo e attacco. Per questo il lavoro di Filippo Petterini non sarà solo numerico. Servirà scegliere profili compatibili con una squadra più giovane, sostenibile e funzionale al nuovo tecnico.
Di Loreto riparte dal 4-3-3
Marco Di Loreto è stato presentato ufficialmente allo stadio “Enzo Blasone” e ha indicato subito la direzione. Il nuovo allenatore vuole ripartire dal 4-3-3, modulo già utilizzato nella scorsa stagione e condiviso con la società.
“Ci tengo a fare bene a Foligno, che è una piazza importante”, ha detto Di Loreto. Il tecnico ha poi aggiunto un concetto centrale per il mercato: alcuni giocatori partiranno, ma il club sta già lavorando per sostituirli con giovani validi e pronti per la prima squadra.
È questo il vero punto della nuova fase. Il Foligno non può limitarsi a inseguire nomi. Deve costruire una rosa che abbia corsa, intensità e margini di crescita, senza perdere personalità.
Lo staff va nella stessa direzione: Goffredo Carocci sarà il vice, Antonio Macrì il preparatore atletico, Leandro Vignaroli il match analyst. In più, rientrano due figure legate all’ambiente biancoazzurro: Maurizio Peluso come collaboratore tecnico e Filippo Fondi come team manager.
L’attacco è il reparto che dirà tutto
Il nodo più delicato resta davanti. Dopo l’addio di Tomassini, il Foligno deve trovare una nuova prima punta. Non basta sostituire i gol: serve un riferimento capace di dare peso al 4-3-3 di Di Loreto.
Il nome più suggestivo è Diego Falcinelli. Il suo ritorno avrebbe un valore tecnico ed emotivo enorme, ma l’operazione resta complicata: l’attaccante perugino ha ancora un contratto con il Cittadella e i costi non sono semplici per il contesto della Serie D.
Più concreta appare la pista Gianmarco Caon, reduce dall’esperienza all’Orvietana. È un profilo giovane, già abituato alla categoria e più coerente con l’idea di ringiovanimento. Sullo sfondo resta anche Babbi, attaccante reduce dall’Ancona, mentre Morlandi può diventare una risorsa interna dopo il lungo stop.
La scelta del centravanti sarà il primo vero segnale del nuovo Foligno: colpo d’esperienza per accendere la piazza o profilo più giovane per aprire un ciclo?
I nomi sul tavolo e la logica del mercato
Per la porta è stato accostato Di Vincenzo, reduce dal Cannara. In difesa piacciono Sensi, ex Trestina, e Omohonria, in uscita dal Sansepolcro. Il Foligno guarda anche a Roselli del Cannara.
Sono tutti nomi da leggere con prudenza, perché al momento non risultano operazioni ufficializzate in entrata. Ma la direzione è chiara: Petterini cerca giocatori che conoscano il calcio umbro o la Serie D, con età e caratteristiche adatte a una rosa da abbassare anagraficamente.
Restano poi da valutare Schiaroli, Sbraga, Grea, Della Spoletina, Sylla e Pupu Posada. Anche da queste decisioni passerà il volto definitivo del gruppo.
Il vero esame è l’identità
Il Foligno non sta vivendo un mercato ordinario. Sta entrando in una fase in cui ogni scelta costruirà o indebolirà il nuovo progetto.
Di Loreto ha bisogno di uomini adatti al suo calcio: giocatori di corsa, intensità e mentalità, ma anche abbastanza maturi per reggere una piazza esigente. Petterini dovrà trovare il punto d’equilibrio tra continuità e rottura, tra giovani e leader, tra sogni di mercato e sostenibilità.
Per questo il tema non è solo chi arriverà. Il tema è che squadra diventerà il Foligno.
La rivoluzione sarà utile soltanto se produrrà una nuova identità. Altrimenti resterà solo una lunga lista di partenze e trattative.