Dopo tre lunghi anni di assenza dai campi da gioco, Agron Bufi torna ufficialmente nel calcio dilettantistico umbro. E lo fa scegliendo con il cuore: il bomber classe 1992 vestirà nuovamente la maglia dei Taulantet, la squadra della sua gente, delle sue origini, della sua famiglia. Una notizia accolta con entusiasmo dalla società, dal pubblico e dall’intera comunità albanese in Umbria.
Un ritorno che sa di casa
Nato in Macedonia da famiglia albanese, Bufi ha sempre mantenuto un legame fortissimo con le proprie radici. Dopo aver vestito maglie prestigiose come Pontevecchio, Palermo, Parma e anche quella della nazionale macedone giovanile, il suo cammino è stato ostacolato da gravi infortuni e, nel 2022, da problemi di salute che gli hanno impedito di superare i parametri medici per giocare. Ma Bufi non ha mai smesso di crederci. E a luglio 2025, dopo l’ok dei medici, il suo cuore ha iniziato a battere ancora una volta per i Taulantet, la squadra che lo vide protagonista già nel 2014 e poi nei trionfi al Mondialito dilettanti Umbria nel 2016 e 2017. Ad accoglierlo c’è un ambiente che non ha mai smesso di volergli bene.
Parla il presidente: “Un onore averlo con noi”
Il ritorno di Agron Bufi è stato salutato con emozione dal presidente Artan Zogu:
“È tornato solo per i Taulantet e questa è già una grande soddisfazione. Di origini albanesi, è uno dei giocatori più forti e conosciuti del calcio umbro. Torna per vestire i nostri colori. Per noi è un grande piacere e un valore aggiunto importante.
Il presidente ha sottolineato il valore anche simbolico dell’operazione, non solo tecnico:
“Torna a giocare con capitan Sejti, e con i nuovi arrivi e i confermati siamo certi che sapranno far esaltare il nostro pubblico. Il suo arrivo è una spinta per tutto l’ambiente.”
Il ds Bardi: “Un uomo spogliatoio, un fratello”
Profondamente toccato anche il Direttore Sportivo Bardi Fatbardh Hoxha, che ha inseguito questo sogno fin dalla nascita del club:
“Per me è un sogno. Quando nel 2012 abbiamo fondato questa squadra, il sogno era vedere insieme Seiti, Bufi, Malocaj, Memaj, Kikrri, Toma, Ameti Hysenaj, i fratelli Hoti, Gjinaj Emiliano, Kola, Bitra, Ramilli, Ajdini, Doko, Pici Giuliano. Ora abbiamo Seiti, Memaj e soprattutto Bufi. Spero che sia solo l’inizio.”
E ancora, sul valore umano del nuovo arrivato:
“Non solo per la sua capacità calcistica, ma anche perché è un uomo da spogliatoio che tutti rispettano e amano. Se entra nel nostro meccanismo, davanti possiamo fare molto male.”
La rinascita
Nonostante il lungo stop, Agron Bufi non si è mai allontanato davvero dal pallone: ha continuato ad allenarsi, a mantenersi in forma e a coltivare il sogno di tornare. E oggi, a quasi 33 anni, ha scelto di farlo con l’entusiasmo e l’umiltà di un debuttante.
“Sono qui per tutta la nostra comunità – ha dichiarato – e voglio dare il mio contributo. Per me è una sfida personale, ma anche una missione per onorare i colori della mia gente.”
Un nuovo capitolo da scrivere
Con il ritorno di Bufi, i Taulantet mandano un messaggio forte al campionato e alla propria comunità: qui non si gioca solo per i tre punti, ma per un’identità, un senso di appartenenza, un’emozione condivisa. Il calcio, in questo caso, torna ad essere una storia d’amore. E quella tra Agron Bufi e i Taulantet è appena ricominciata.







