La mappa del calcio cittadino a Terni vive ore di profonda incertezza e totale rifondazione dopo il recente e doloroso fallimento societario che ha estromesso la Ternana dai ranghi della Serie C. La cancellazione dal professionismo ha innescato un'immediata corsa alla successione per raccogliere le ceneri del club, dando vita a una vera e propria spaccatura nell'ambiente sportivo locale. Al momento si profilano due percorsi alternativi e nettamente contrapposti per garantire la sopravvivenza del calcio cittadino, strutturati attorno a visioni, categorie e cordate imprenditoriali completamente differenti.
Il piano per la Serie D e il nodo del titolo sportivo
La prima opzione sul tavolo, emersa con forza nelle scorse settimane, porta la firma del sindaco Stefano Bandecchi, intenzionato a riportare immediatamente le Fere nei dilettanti nazionali. Questo specifico piano strategico prevede il trasferimento del titolo sportivo dell'Orvietana, una mossa burocratica studiata per iscrivere una nuova compagine, espressione diretta del primo cittadino, al prossimo campionato di Serie D. Al fianco di Bandecchi in questa operazione si muovono figure note del panorama imprenditoriale come Carlo Emanuele Tonel e Franco Fedeli, pronti a garantire la copertura finanziaria per un torneo di vertice.
L'obiettivo di questa fazione è chiaramente quello di abbreviare il più possibile la permanenza nel calcio dilettantistico, sfruttando una categoria superiore per tentare la scalata immediata verso il professionismo. La piazza si interroga però sulla reale sostenibilità e sulla paternità di un progetto che, partendo da basi esterne alla città, deve ancora conquistare la piena fiducia della tifoseria più calda.
L'alternativa locale: Antonio Cardona e il Terni FC
In netta contrapposizione al blocco della Serie D, è emerso un secondo orientamento caldeggiato da un gruppo di imprenditori del territorio, che preferirebbe una ripartenza dalle radici del calcio locale. Come rivelato nel corso delle ultime trasmissioni televisive regionali, l'idea cardine di questa fazione ruota attorno alla figura di Antonio Cardona, ex calciatore rossoverde, nonché stimato imprenditore e attuale patron del Terni FC. L'ipotesi al vaglio prevede di sfruttare la struttura e la matricola del Terni FC, compagine che milita nel campionato di Eccellenza, per farne il nuovo veicolo di rilancio calcistico cittadino.
Il profilo di Cardona riscontra forti consensi per via della sua nota serietà professionale e per la qualità di un settore giovanile d'avanguardia già attivo sul territorio. A sostenere questa via c'è anche l'associazione "La Ternana siamo noi", guidata dall'avvocato Carlo Taddei, che promuove un progetto di azionariato diffuso. L'associazione mira a unire le forze economiche cittadine per evitare gli errori gestionali del passato e punta a partecipare attivamente all'asta fallimentare del tribunale per l'acquisizione del marchio storico e dei trofei della Ternana.
Gli scenari in vista delle decisioni ufficiali
Il dualismo tra le due proposte definisce una situazione di stallo che dovrà necessariamente sbloccarsi prima delle scadenze federali per le iscrizioni ai campionati. La scelta tra la Serie D extra-cittadina e l'Eccellenza a trazione locale della Ternana non rappresenta soltanto un bivio di natura puramente sportiva, ma investe l'identità stessa della tifoseria.
Le prossime settimane saranno decisive per comprendere se le due anime del calcio cittadino troveranno un punto di convergenza o se si arriverà a una dolorosa coesistenza di due club distinti. L'attesa è tutta rivolta alle determinazioni del tribunale fallimentare e alle mosse della Federazione, passaggi formali che decreteranno quale progetto potrà ufficialmente fregiarsi dell'eredità e della tradizione storica della Ternana.







