Il Bevagna ferma sul 2-2 la capolista Campitello e conferma uno dei punti di forza del proprio gioco offensivo: l'intesa tra Alessandro Poli, Emiliano Gjinaj e Cavitolo. Nella sfida dell'11 ottobre al Palmieri, i tre sono stati protagonisti di alcune delle occasioni più pericolose dei padroni di casa, mostrando un meccanismo già visto nelle vittorie contro Castello e Rivo Subasio.
E non è soltanto una questione di gol. Poli costruisce e rifinisce, Gjinaj attacca gli spazi e serve i compagni, Cavitolo finalizza. Con una particolarità: i ruoli possono anche invertirsi, rendendo ogni azione meno prevedibile per gli avversari.
Poli, il passaggio che accende l'attacco
Nel 2-2 contro il Campitello Poli recita un ruolo centrale nella costruzione del gioco. Dopo il vantaggio iniziale firmato da Benayad, è proprio lui a servire Cavitolo, che si gira in area e conclude da distanza ravvicinata trovando la risposta del portiere Roversi.
Sull'1-2 arriva poi un'altra giocata decisiva: Poli pesca Gjinaj in area, l'attaccante viene atterrato prima di poter calciare e Cavitolo trasforma il rigore che vale il 2-2 prima dell'intervallo.
Una capacità di legare centrocampo e attacco che Poli aveva già messo in mostra il 20 settembre contro il Castello, con una combinazione insieme ad Halilaga e un'azione chiusa da Gjinaj con un tiro alto.
Gjinaj, uomo assist ma anche bomber
Il contributo di Emiliano Gjinaj va ben oltre il lavoro di raccordo. Contro il Castello partecipa all'azione del primo gol: Tosti serve Halilaga, che trova Gjinaj, bravo ad appoggiare per Cavitolo, il quale conclude con precisione e porta avanti il Bevagna.
Contro il Campitello è invece lui a conquistare il rigore del pareggio. E nella ripresa torna protagonista con una progressione sulla fascia e un pallone servito in area a Cavitolo, fermato da un grande intervento di Roversi.
Ma Gjinaj sa anche prendersi la scena da finalizzatore. Lo ha dimostrato il 27 settembre contro la Rivo Subasio, firmando una doppietta nella rimonta chiusa sul 3-2: la prima rete su assist di Boldrini, la seconda sfruttando un traversone di Cavitolo.
Cavitolo, dal gol all'assist
La doppietta contro il Castello racconta bene le qualità di Cavitolo. Il primo gol arriva al 20' del primo tempo, su servizio di Gjinaj; sei minuti più tardi, al 26', firma il raddoppio con un sinistro dalla media distanza. Contro il Campitello aggiunge poi il rigore del 2-2.
Cavitolo, però, non è soltanto l'uomo dell'ultimo tiro. La vittoria contro la Rivo Subasio ne è l'esempio più chiaro: al 48' della ripresa è proprio lui a mettere in mezzo il pallone che Gjinaj trasforma nel gol decisivo.
Un episodio che completa il quadro. Chi di solito conclude può diventare l'uomo dell'assist, e chi crea spazio per i compagni può trovarsi nel posto giusto per segnare.
Tre partite, un solo meccanismo
I risultati raccontano tre situazioni diverse: 2-1 al Castello il 20 settembre, 3-2 alla Rivo Subasio il 27 settembre e 2-2 con il Campitello l'11 ottobre.
Contro il Castello è Gjinaj a servire Cavitolo per il vantaggio; contro la Rivo Subasio accade il contrario, con Cavitolo che apparecchia il gol vittoria di Gjinaj. Contro il Campitello, infine, Poli avvia l'azione del rigore procurato da Gjinaj e realizzato da Cavitolo.
È proprio questa alternanza a rendere speciale l'attacco di mister Jacopo Micanti: non una divisione rigida dei compiti, ma tre giocatori capaci di combinare costruzione, movimento e finalizzazione. Nel girone B di Promozione, l'intesa tra Gjinaj, Cavitolo e Poli è già un'arma riconoscibile nei momenti decisivi, e potrà rivelarsi preziosa anche nel prosieguo della stagione.







