Il futuro del Todi calcio sembra essere drammaticamente segnato dall'annuncio ufficiale del suo presidente Simone Filippetti, il quale ha sancito la chiusura definitiva del progetto sportivo della prima squadra. Non ci saranno miracoli dell'ultimo minuto o colpi di scena burocratici in extremis per salvare la gloriosa compagine tuderte. La decisione di non iscrivere la squadra al prossimo campionato di Prima Categoria è ormai presa e scuote l'intero panorama dilettantistico regionale.
Il nodo economico dei gironi e il rifiuto della Federazione
La drastica presa di posizione del patron della asd Todi calcio nasce da una motivazione di natura puramente finanziaria legata alla composizione geografica dei raggruppamenti. Un eventuale inserimento nel girone D di Prima Categoria, quello tradizionalmente composto dalle formazioni del comprensorio ternano, viene considerato insostenibile per le casse societarie. Questa specifica collocazione geografica viene descritta come un autentico inferno logistico in grado di produrre un profondo bagno di sangue economico.
Nel tentativo di trovare una soluzione alternativa, la dirigenza aveva formalmente richiesto un salvagente istituzionale al Comitato Regionale della Federazione Italiana Giuoco Calcio. La proposta prevedeva lo spostamento del club all'interno del girone nord per ammortizzare i costi di gestione delle trasferte. La risposta degli organi federali è stata tuttavia un rifiuto burocratico privo di qualunque apertura o garanzia per il futuro, spingendo il presidente a staccare definitivamente la spina.
Il duro j'accuse al Comune e il silenzio del calcio a 5
Il pesante sfogo del numero uno del Todi calcio si è trasformato in un durissimo attacco frontale che non ha risparmiato le istituzioni cittadine, a partire dall'amministrazione comunale. Filippetti ha denunciato pubblicamente l'assenza di un sostegno concreto, parlando apertamente di un ente pubblico propenso alle chiacchiere ma immobile nei fatti. Sul tavolo resta aperta la scottante questione legata ai rimborsi per i lavori di manutenzione straordinaria effettuati presso lo stadio locale.
Il patron ha sottolineato di aver anticipato ingenti somme di tasca propria per evitare che l'impianto sportivo andasse incontro a un progressivo e letterale deterioramento strutturale. Nonostante gli impegni verbali, alla data del 6 giugno la società non ha ancora ricevuto un solo centesimo da parte delle casse municipali. A questo isolamento istituzionale si aggiungerebbe, inoltre, l'assurdo silenzio protocollato da parte delle altre realtà sportive del territorio, in particolare del calcio a 5 maschile e femminile.
Dalle altre associazioni non sarebbe giunta alcuna telefonata ufficiale o proposta concreta finalizzata a fare fronte comune per superare la crisi organizzativa. Questa mancanza di coesione interna ha amplificato il senso di abbandono attorno al sodalizio biancorosso. Quando si è trattato di pianificare la nuova stagione e di convocare una tavola rotonda con le forze economiche cittadine, la stanza dei bottoni è rimasta desolatamente vuota.
Esclusa la collaborazione con Rossini per il Todi calcio
Le dichiarazioni del massimo dirigente hanno spento sul nascere anche le speranze dei sostenitori relative a una possibile unione delle forze con Luca Rossini. Un'ipotesi di collaborazione strategica tra le parti è stata esclusa in modo categorico, ricordando come l'anno precedente fosse stato lo stesso Filippetti a intervenire per fornire un aiuto concreto. Ripartire con una nuova struttura dalla Seconda Categoria rappresenterebbe, secondo la presidenza, un ulteriore e inutile spreco di risorse.
Nello scenario che si va delineando, l'ex socio manterrà la gestione esclusiva del settore giovanile tuderte, un comparto economicamente remunerativo e privo delle problematiche gestionali tipiche delle prime squadre. La prima squadra e la formazione Juniores del Todi vengono così dipinte come fardelli pesanti di cui una parte della città desiderava evidentemente sbarazzarsi da tempo.
Gli scenari futuri per lo sport cittadino
La fine dell'attività della prima squadra apre una pagina buia per la storia sportiva della città, che perde la sua principale espressione calcistica. Nei prossimi giorni la comunicazione della mancata iscrizione verrà formalizzata agli uffici della Lega Nazionale Dilettanti per svincolare i calciatori attualmente in organico.
L'eredità di questo fallimento graverà interamente sulle istituzioni, chiamate adesso a gestire la patata bollente di uno stadio privo della sua società di riferimento. La massima trasparenza utilizzata dal presidente nel tracciare il bilancio finale fotografa una realtà desolante, da cui la piazza dovrà faticosamente provare a ripartire negli anni a venire.







