A Padule, venerdì 8 agosto presso lo stadio Santa Maria, si è svolto l’evento “Sport che unisce”, una giornata dedicata allo sport, all’inclusione sociale e alla solidarietà. L’iniziativa ha visto la partecipazione attiva di diverse realtà, con un ricco programma che ha coinvolto ragazzi diversamente abili, migranti e la comunità locale. L’ASD Padule 1976, in occasione del suo 50° anniversario, ha voluto celebrare questi valori attraverso momenti di gioco, sport e convivialità, unendo divertimento e impegno sociale.
Il pomeriggio si è aperto con i “Giochi senza Barriere”, rivolti ai ragazzi della Comunità Capodarco, seguiti da un torneo di calciotto e biliardino dedicato ai giovani migranti ospiti del centro d’accoglienza. Il clima di festa e partecipazione è stato animato dalla presenza del sindaco di Gubbio, Vittorio Fiorucci, che ha giocato insieme ai ragazzi e ha assistito con entusiasmo alle partite. L’evento si è poi concluso con la presentazione ufficiale della Prima Squadra e della Juniores dell’ASD Padule 1976, seguita da una cena a buffet con intrattenimento musicale, il tutto presentato da Simone Zaccagni.
Un momento di grande valore sociale è stato il sostegno all’Associazione Hope4U, impegnata nella raccolta fondi per aiutare Rachele, una bimba di 8 anni affetta dalla malattia di Batten, una rara e grave patologia genetica neurodegenerativa. Grazie al contributo della comunità e all’impegno di ASD Padule 1976, Rachele potrà accedere a un percorso terapeutico genico sperimentale negli Stati Uniti, una speranza concreta resa possibile dall’unione dello sport e della solidarietà.
Il Presidente dell’ASD Padule 1976, Andrea Fronduti, ha sottolineato l’importanza di questo momento: “Da oltre 50 anni la nostra associazione custodisce i valori autentici dello sport: lealtà, rispetto, amicizia e solidarietà. Non vogliamo essere solo una squadra di calcio, ma un punto di riferimento per tanti giovani e per tutta la comunità di Gubbio”. L’impegno del club si traduce anche nel progetto Juniores, che punta a coinvolgere i più giovani, offrendo loro un ambiente familiare e inclusivo dove crescere non solo come atleti, ma come persone.
La nuova governance di ASD Padule 1976 ha fissato ambiziosi obiettivi per il futuro: diventare un modello di sport e di comunità, capace di promuovere l’integrazione, il dialogo intergenerazionale e l’inclusione sociale. Con iniziative come “Sport che unisce”, il club eugubino si conferma motore di coesione e speranza, dimostrando come il calcio possa davvero andare oltre il campo e trasformarsi in uno strumento di vera partecipazione e solidarietà.







