Una pagina inedita per il calcio italiano si apre in Umbria. La Casa di Reclusione di Orvieto avrà una propria squadra nel campionato di Serie C2 di calcio a 5, portando per la prima volta in Italia un gruppo di detenuti a disputare una competizione federale organizzata dalla FIGC-Lega Nazionale Dilettanti. Un progetto che rompe gli schemi e assegna allo sport un ruolo che va ben oltre il risultato sul campo.
L'iniziativa nasce con un obiettivo preciso: favorire il reinserimento sociale attraverso il calcio. Allenamenti, partite e confronto con gli avversari diventano così parte di un percorso che mette al centro la partecipazione, il rispetto delle regole e la condivisione di un'esperienza collettiva.
Orvieto, presentato il progetto nella sede del CRU
Il progetto è stato illustrato questa mattina nel corso di una conferenza stampa ospitata nella sede del Comitato Regionale Umbria. Un appuntamento che ha riunito rappresentanti del mondo sportivo, istituzionale e della struttura penitenziaria, dando ufficialmente visibilità a un'iniziativa senza precedenti nel panorama nazionale del calcio a cinque.
Alla presentazione hanno partecipato il presidente del Comitato Regionale Umbria, Luigi Repace, e la vicepresidente dell'Assemblea legislativa della Regione Umbria, Bianca Maria Tagliaferri. Presenti anche Gianluca Minissale, responsabile dell'attività sportiva e funzionario giuridico-pedagogico della Casa di Reclusione di Orvieto, e il comandante della struttura, Luigi Bove.
Hanno preso parte all'incontro anche il dirigente sanitario della Casa di Reclusione, Romano Trastelli, l'ex calciatore Lamberto Boranga e l'allenatore Danilo Porcari. Una presenza che testimonia il coinvolgimento di competenze diverse in un progetto nel quale l'attività sportiva si intreccia con una finalità sociale.
Una squadra di detenuti in un campionato ufficiale
La portata della novità sta proprio nella partecipazione a un torneo federale. La formazione di Orvieto non resterà confinata all'attività sportiva interna alla struttura, ma entrerà nel calendario di un campionato ufficiale di Serie C2, confrontandosi con le altre squadre partecipanti.
Il campo diventerà un luogo di confronto nel quale contano il gioco di squadra, la disciplina, la capacità di rispettare gli avversari e l'accettazione delle regole. Sono aspetti fondamentali in ogni competizione, ma in questo progetto assumono un significato ulteriore, perché possono contribuire a costruire nuove occasioni di responsabilizzazione e partecipazione.
Il calcio come occasione di riscatto e inclusione
L'obiettivo dichiarato dell'iniziativa è favorire il reinserimento dei detenuti nella società. Lo sport può offrire uno spazio concreto nel quale sviluppare relazioni, condividere obiettivi e sperimentare il valore dell'impegno collettivo. La partecipazione al campionato rappresenta quindi un'opportunità che supera i confini della semplice attività ricreativa.
Per il calcio dilettantistico umbro si tratta di un'esperienza inedita, capace di portare al centro dell'attenzione una dimensione dello sport spesso meno visibile rispetto a risultati e classifiche. La squadra della Casa di Reclusione di Orvieto si prepara così a vivere una stagione speciale, con un significato che accompagnerà ogni partita.
La sfida sportiva comincerà sul parquet, ma il traguardo più importante sarà quello sociale: dimostrare come il calcio possa diventare uno strumento di inclusione e contribuire a costruire un ponte tra il mondo carcerario e la comunità. Un progetto che, già prima del fischio d'inizio, ha conquistato un posto nella storia del calcio italiano.







