È iniziata ufficialmente l’era di
Matias Bergoglio alla guida del
Città di Castello Calcio. Una sala gremita alla
Scuola Bufalini ha fatto da cornice alla conferenza stampa di presentazione della nuova società biancorossa, che ha segnato il vero e proprio battesimo del nuovo corso sportivo e gestionale per una delle piazze storiche del calcio umbro.
Presidente argentino ma con radici italiane, Bergoglio – 53 anni, padre di quattro figli, da 15 anni attivo nella zona con importanti attività imprenditoriali – ha parlato con passione e visione:
“Capiamo benissimo la responsabilità che ci stiamo assumendo. È un progetto da dieci anni, ma andremo avanti passo dopo passo. Abbiamo già sistemato alcune situazioni non banali. Ringrazio i ragazzi e lo staff tecnico che, nonostante tutto, hanno permesso alla squadra di concludere la stagione sul campo. Il nostro obiettivo è coinvolgere tutta la città. Sogniamo la Serie C, un settore femminile competitivo e – tra cinque anni – un vero e proprio impianto sportivo che sia punto di riferimento per tutto il territorio.”
Il suo cognome, legato alla figura di
Papa Francesco, è un motivo d’orgoglio e di responsabilità per la famiglia:
“Siamo parenti, mio padre è cugino di secondo grado del Papa. Questo per noi è un onore ma anche un richiamo alla serietà. Sentiamo grande fiducia attorno a noi e vogliamo meritarla. Vamos adelante.”
Un nuovo staff tecnico di spessore
Il presidente ha annunciato anche il nome del nuovo allenatore: sarà
Gabriel Diaz, tecnico sudamericano, affiancato da una figura di grande esperienza e storia biancorossa come
Silvano Fiorucci.
“Abbiamo pensato a un team che unisca freschezza, conoscenza del territorio e valori umani. La base su cui costruire è solida, ma ora serve visione.”
Le istituzioni al fianco del club
Tra i presenti anche il
Sindaco di Città di Castello, Luca Secondi, che ha espresso soddisfazione per questa rinascita calcistica:
“Siamo felici di questa novità, soprattutto dopo un periodo complicato. Il calcio cittadino ha bisogno di una rappresentanza all’altezza del nome di Città di Castello. Il progetto di questa nuova società va proprio in quella direzione.”
Parole di fiducia anche da
Riccardo Carletti, assessore allo sport:
“Ringrazio chi ha traghettato il club fin qui. Ora serve costruire con pazienza. I nostri ragazzi devono tornare a essere orgogliosi di indossare la casacca biancorossa.”
A ribadire la centralità del progetto anche
Claudio Tomassucci, vicepresidente vicario del Comitato Regionale Umbria:
“Il presidente ci ha già dimostrato di aver sistemato situazioni complesse. Conoscendo il suo entusiasmo, credo davvero che Città di Castello possa tornare protagonista.”
Il legame con il vivaio e il territorio
A confermare l’attenzione verso i giovani, la
collaborazione rinnovata con la Junior Castello. Ne ha parlato
Giuseppe Falconi, sottolineando:
“Continuiamo il rapporto con il Città di Castello per il settore giovanile, mantenendo viva la nostra scuola calcio. L’obiettivo è vedere i nostri ragazzi protagonisti in prima squadra.”
Aggiunge
Lucio Ciarabelli, presidente onorario della Junior Castello:
“Mi piace Bergoglio, ma va sostenuto. Vorrei rivedere le nostre vecchie glorie coinvolte nel progetto, con in testa l’amico Giuliano Mambrini, come ai miei tempi.”
Un nuovo inizio
Il nuovo
Città di Castello Calcio, sotto la guida del presidente Bergoglio e il sostegno delle istituzioni, punta a essere più di una semplice squadra: una bandiera per l’intera comunità tifernate.
L’entusiasmo è palpabile, la visione è chiara. Ora, parola al campo.