Dalla Promozione alla Serie D, fino allo storico punto conquistato al debutto sul campo della Recanatese. La Pietralunghese sta vivendo il momento più importante della propria storia calcistica e Giuliano Martinelli, patron del club, è uno dei principali protagonisti di questa incredibile avventura.
Una realtà proveniente da un piccolo borgo di circa 2.000 abitanti si è presentata al battesimo della Serie D senza alcun timore reverenziale. Lo 0-0 conquistato a Recanati ha confermato il carattere della squadra e regalato alla comunità rossoblù una giornata destinata a rimanere nella memoria.
Il giorno dopo la gara, Martinelli ha raccontato le proprie emozioni a Sportzone, partendo proprio dall'atmosfera vissuta allo stadio.
«Una giornata bellissima, uno stadio meraviglioso e un’ospitalità impeccabile», esordisce il patron. «Ma soprattutto è arrivato un punto strappato con i denti. Ce la siamo giocata alla pari, un pareggio più che giusto».
Un paese intero dietro la Pietralunghese
Il dato che forse racconta meglio la dimensione del fenomeno Pietralunghese è quello relativo ai tifosi presenti a Recanati.
«Ieri eravamo in 150: per un paesino come il nostro sono numeri giganteschi. Ormai siamo una realtà importante!», racconta Martinelli nell'intervista riportata da Sportzone.
Centocinquanta persone al seguito di una squadra di un paese di circa duemila abitanti sono infatti il simbolo di un entusiasmo che va ben oltre il semplice risultato sportivo.
La prima storica stagione in Serie D ha acceso ancora di più il legame tra la società e il territorio. E Martinelli, con il suo consueto spirito ironico, racconta anche i sacrifici che stanno dietro a questa avventura.
"Io e le due società"
«Io gestisco due società», scherza il presidente. «Una è una S.p.A. vera, la mia azienda di tartufi; l'altra è una "Società per "Armettere" (rimetterci), cioè la Pietralunghese! Sono due S.p.A. con finalità opposte, ma amo da morire anche la seconda».
Una battuta che dice molto del rapporto del patron con la società rossoblù: passione, investimento e soprattutto un forte legame personale con il progetto Pietralunghese.
La parola d'ordine di Martinelli: umiltà
Dopo il punto conquistato contro la Recanatese, il presidente non vuole però lasciarsi trascinare troppo dall'entusiasmo. La Serie D è una categoria nuova e l'obiettivo è affrontarla con equilibrio, imparando partita dopo partita.
«La mia parola d'ordine resta una sola: galleggiare e imparare. Voglio fare come due anni fa in Eccellenza, un bel bagno d'umiltà», spiega Martinelli a Sportzone.
Nel frattempo la società sta ultimando a tempo di record i lavori di ammodernamento dello stadio di casa, mentre viene sottolineata anche la disponibilità del Gubbio per eventuali emergenze.
Il prossimo appuntamento sarà già di quelli da cerchiare in rosso. La prima gara casalinga della Pietralunghese in Serie D sarà infatti un super derby tutto umbro contro il Foligno, in programma sabato 11 settembre alle ore 15.00.
E nel Foligno arriva Fedeli
Una sfida che arriva con un ulteriore elemento di interesse, rappresentato dal recente ingresso in società dell'imprenditore romano Franco Fedeli.
«L'ingresso di grandi imprenditori è un segnale bellissimo per tutto il movimento», conclude Martinelli. «Significa che c'è fermento, passione e voglia di investire nel calcio».
Dalla Promozione alla Serie D, dunque, il viaggio della Pietralunghese continua. Il primo capitolo ha regalato un punto storico a Recanati, il prossimo porterà per la prima volta la Serie D nello stadio di Pietralunga.
E dietro questa favola c'è un presidente che non nasconde il proprio legame con il club: «Amo da morire questa società».








