Dal Fanello riceviamo e pubblichiamo:
"Nello sport, siamo abituati a pensare che le sconfitte più pesanti arrivino al triplice fischio Invece, la sconfitta più bruciante per la nostra società è maturata lontano dal terreno di gioco, tra assenze ingiustificate, ammutinamenti silenziosi e una mancanza di rispetto che nulla ha a che vedere con i valori della maglia. Con profondo rammarico, comunichiamo il ritiro ufficiale della squadra dal campionato. Una decisione sofferta, quasi obbligata, figlia di una situazione diventata insostenibile. In cinque anni la nostra squadra è passata dal campionato di Seconda categoria fino al campionato di Promozione, un percorso bello ed emozionante, altre realtà anche più blasonate sono riuscite, e non tutte, a fare lo stesso percorso in trent’anni di attività. Quest’anno nonostante un percorso tecnico difficile e una serie di risultati negativi collezionati proprio con chi oggi ha deciso di voltare le spalle, la società e lo staff tecnico hanno sempre garantito supporto e presenza. Tuttavia, la risposta è stata un muro di gomma:- Ammutinamento ingiustificato: Giocatori che, nonostante le convocazioni ufficiali, hanno disertato allenamenti e partite;
- Alibi e accuse: Un puntare il dito contro la società e i tecnici per mascherare una resa che, sul piano sportivo, era già evidente;
- L’ombra del “mercato laterale”: il sospetto, purtroppo fondato, di interferenze da parte di altre società che, con fare poco etico, hanno contattato i tesserati offrendo condizioni “di favore” a stagione in corso.
Silvio Corinti - Presidente Fanello Calcio







